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                                                                           INTERVISTA

                                                               al Maestro Narciso Bramini

 

Quando si parla della vera Federazione Italiana Muay Thai, il pensiero va inevitabilmente alla storia della boxe thailandese in Italia.

Per questo, abbiamo voluto conoscere uno dei suoi fondatori, il Maestro Narciso Bramini.

M° Bramini, ci racconti brevemente la sua esperienza in campo di Arti Marziali… ho letto il suo curriculum sportivo e –devo essere sincera- sono rimasta sbalordita…

La passione per le arti marziali è nata grazie a mio padre, il mio primo vero Maestro, che già dall’età di 7 anni, durante il suo poco tempo libero, mi insegnava i primi calci del Karate; poi il primo club... “Karate University” non altro se non un garage a Milano. Un grazie a lui che ha contribuito a ciò che sono ora...

A 14 anni i primi passi nell’agonismo con il Kumite, passando successivamente al Taekwondo ed infine alle Lotte sino-vietnamite con il Maestro Stissi; in questa disciplina ho diverse cinture nere, l’ultima acquisita dalla FITAK per meriti nel lontano 1991, ed un palmares agonistico di tutto rispetto con 2 europei vinti nel 1983, diversi titoli italiani e veramente tanti incontri... ricordo i match open oppure a torneo dove a volte se ne facevano anche 6 in un Week end... vecchi tempi, bei tempi!

Alla fine del 1983 la mia passione è stata messa a disposizione dell’esercito che mi ha permesso di sviluppare un sistema di difesa personale tutt’ora in uso presso alcuni reparti speciali del SE Asiatico, una bella soddisfazione ed esperienza unica; si potrebbe definire una ricerca continua nel combattimento anche con armi. Amo il coltello e l’escrima! Nel 1987, anno in cui ho partecipato ad uno dei tanti stage tenuti dal Maestro Rinaldo Rinaldi, fu amore a prima vista: comincia la mia carriera nella Boxe Thailandese. Subito un primo viaggio in Thailandia, con la fatica di farsi accettare in un campo di allenamento orientale, cosa quasi impossibile, e i 5 match da semi-professionista che sono fierissimo d’aver combattuto perché per quei tempi era veramente un’impresa!

Con me in questa avventura (unici italiani a combattere nella patria della Muay Thai), il bravissimo Mazzini (detto Burma) e il guerriero Bottani. Ritornando all’Italia sempre nel 1988 è nata anche la passione per il pugilato che mi ha portato ad essere chiamato dal grandissimo Maestro Orsatti alla vecchia e mitica Ursus, La Palestra (col la L maiuscola!) di pugilato di Milano in via Metauro; avevo grandi compagni di squadra e allenamento come il peso massimo italiano Spinelli ed il fu e grandissimo Fabrizio di Chiara, un amico!

Poi la Federazione Italiana Muay Thai, la collaborazione con la Mejiro Gym grazie a Paolo Russo, il salto al professionismo con la palestra Doria di Milano, dove ho avuto modo di lavorare con uno dei migliori maestri in assoluto il grande Maestro Ottavio Tazzi, l’organizzazione di stage in Italia e all’estero, fino ad arrivare al mio attuale Team con atleti formidabili di palestre su territorio nazionale.

Beh, non c’è che dire…un’esperienza quasi unica nel suo genere! Si può dire le che lei ha vissuto la nascita della boxe thailandese in Italia…

Eh già! Come dicevo, la Muay Thai arriva in Italia nel 1980 grazie al Maestro Rinaldo Rinaldi con la fondazione del mitico ed unico “Thai Gym” di via Arese a Milano; da qui sono passati tutti, ma proprio tutti gli “anziani” del la Thai italiana e qui, nel 1991, abbiamo organizzato il primo corso istruttori in Italia.In quegli anni vengono organizzati da Rinaldi e Sambati, all’epoca unici promoter della boxe thailandese italiana, i primi stage da cui emergono i primi campioni che concorreranno in seguito a titoli internazionali. Tra questi, possiamo ricordare il primo italiano ad un mondiale, il coraggioso Araldi con una forte esperienza anche nella arti marziali tradizionali, e Gilbertino Bottanti che affronta tal Mussadak durante un titolo europeo.

La sua è una passione tanto forte da portarla a fondare una federazione, la FIMT Federazione Italiana Muay Thai; come è nata?

In quegli anni, l’unica associazione operante era l’AITB, Associazione Italiana Thai Boxe, che annovera tra i responsabili l’intramontabile Carlo Di Blasi. La nascita della FIMT è stata una naturale evoluzione della passione che 4 amici e sportivi avevano in comune! Dopo una invidiabile esperienza agonistica, nel lontano 1991 abbiamo dato vita alla Federazione Italiana Muay Thai, come Associazione prima, per diventare in seguito Federazione, la prima a livello mondiale nel settore della Muay Thai.

Quali sono gli obiettivi raggiunti dalla FIMT in tutti questi anni?

La FIMT ha negli anni collezionato un interessante numero di successi e titoli nazionali ed internazionali; abbiamo spaziato in tutte le discipline, oltre a parecchi titoli nella Muay Thai il nostro albo annovera cinture nella kick boxing, nel pugilato ed anche nel savate. Tra i tanti atleti emersi dalla Federazione Italiana Muay Thai, possiamo citare Stefano Stradella che, con la Palestra Doria, vince nel 2000 il mondiale WKA contro il fortissimo atleta turco Abdel Zaiter. 

Ed ora? Cosa state facendo?

Scelte di vita mi hanno portato in Brianza dove ho trovato terreno fertile! Abbiamo iniziato con un corso che è negli anni cresciuto con ottimi risultati. Da qui stanno emergendo diversi promettenti atleti, tra cui Gabriele Spina, che mi affianca nell’insegnamento in qualità di istruttori. Lo scorso anno ho avviato anche il team femminile e stiamo proprio in questo periodo implementando il corso di boxe thailandese per bambini! Posso ora contare su uno staff fatto di istruttori e psicomotricisti, oltre che ad una addetta stampa….!

Sentiremo ancora parlare della FIMT in campo agonistico?

In realtà non ci siamo mai allontanati dall’agonismo. Diverse realtà internazionali ci contattano regolarmente, ben felici di ospitare i nostri atleti nei loro Galà. Anzi, a voler proprio essere del tutto franchi grazie al nostro storico, unico nel suo genere, negli anni un’organizzazione sosteneva di averci assorbito al suo interno e due associazioni in Italia usano attualmente il nostro logo e la nostra dicitura FIMT, presentando quindi atleti in campo agonistico sotto il nostro nome. 

Obiettivi futuri?

Dato che quello che ci guida è in primo luogo la passione per la Muay Thai, continuare con l’insegnamento a livello dilettantistico implementando le attività rivolte alle donne ed ai bambini. Poi l’organizzazione di stage tecnici, agonistici ed anche culturali con il coinvolgimento di campioni thailandesi del passato realizzati grazie ad un filo diretto con autorità thailandesi. Ed infine sviluppare ulteriormente l’attività agonistica.

 

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